Ora è ufficiale. A partire dai prossimi mesi, Google Chrome, uno tra i più utilizzati programmi per la navigazione su internet, contrassegnerà come “non sicuri” tutti i siti web che non utilizzano un protocollo cifrato, per intenderci quelli che iniziano con http anziché https. La decisione fa parte di una serie di misure che mirano a penalizzare la navigazione dei siti privi di connessione sicura anche in termini di posizionamento più basso a livello di risultati di ricerca.

Ma di cosa si tratta? Quali rischi si corrono e come puoi verificare se il tuo sito rispetta questo protocollo?

Quando navighiamo su internet, gli indirizzi ai quali ci colleghiamo sono costituiti da stringhe standard che servono ai browser – ossia il programma che utilizzate per navigare su internet – per identificare e indirizzare correttamente la navigazione. E’ la parte iniziale che costituisce l’indirizzo di un sito web, il noto prefisso “http”. Questo protocollo, sebbene ancora diffuso in molti siti, non è in grado di rispettare i criteri attuali di sicurezza e crittografia, richiesti per garantire agli utenti la sicurezza dei propri dati sensibili sul web.

Oggi, che sempre più persone condividono le proprie informazioni su internet, fanno acquisti online o prenotano servizi sul web, la tutela dei dati personali è un tema di fondamentale importanza. Le grandi aziende del web (Google in primis, ma anche Mozilla, Facebook, Apple e altri),  stanno aggiornando le proprie applicazioni per fornire agli utenti la consapevolezza di trovarsi su un sito sicuro o potenzialmente pericoloso.

Come funziona? I browser moderni espongono all’utente la dicitura “connessione sicura” o “connessione non sicura” a seconda che si stia navigando su un sito che rispetti o meno i criteri previsti dalla versione più aggiornata del protocollo “http”, ovvero, l’ “https”.  Il protocollo HTTPS è molto più sicuro rispetto al vecchio HTTP poiché le comunicazioni tra il computer dell’ utente e il sito web, sono protette contro possibili furti di dati (si pensi, ad esempio, alle informazioni della propria carta di credito in fase di pagamento di un prodotto o durante la conferma di una prenotazione).

Cosa cambia, quindi? In sostanza, tutto. Le ricerche stanno dimostrando che utenti, clienti e visitatori in generale, tendono ad abbandonare più velocemente un sito che non rispetti questo standard. Messi in guardia da queste segnalazioni, infatti, l’utente che si trova su una pagina con una “connessione non sicura”, abbandonerà quasi certamente il sito, deviando su una alternativa etichettata come “sicura”.

Come puoi verificare se il tuo sito è sicuro? Per capire se un sito web è sicuro o meno, è sufficiente osservare il simbolo precedente all’indirizzo del sito web sul quale si sta navigando. Sono tre i simboli possono essere mostrati all’utente e che avvisano se il sito offre una connessione sicura.

Puoi fare una prova in qualsiasi momento e se hai una tua attività, questo è il momento giusto per verificare.

E’ sufficiente aprire un sito in Chrome o in Firefox e cercare l’icona accanto all’indirizzo. Se il simbolo è quello di un lucchetto verde, con scritto ‘Sicuro’ allora la connessione è privata e sicura. Se il simbolo è quello di un triangolo di colore rosso, la navigazione non è sicura o pericolosa. Esiste anche un simbolo di colore grigio (una “i” in un cerchio), che significa che il sito rispetta solo parzialmente i criteri di sicurezza.

Cosa fare se il proprio sito risulta su una connessione “non sicura” ?

Il sito continuerà a funzionare ma sarà meno visibile sui motori di ricerca e gli utenti, una volta trovato il sito, potrebbero essere scoraggiati dall’interagire in un ambiente non protetto. La cosa migliore da fare è quella di far sì che il proprio sito sia contrassegnato come “sicuro” dotandolo di un certificato di sicurezza apposito. Per farlo, è necessario rivolgersi al proprio provider e apportare le modifiche richieste al sito internet. Se non sai come fare, puoi chiedere il nostro supporto cliccando qui.

Per approfondire: https://support.google.com/webmasters/answer/6073543?hl=it

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